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Marte, dio della guerra
Pagina 104 Numero 45

 Nel tempo antico i popoli veneravano Marte con diversi nomi. A Roma lo (eum) chiamavano Marte Gradivo: era figlio di Giove e di Giunone e marito di Venere. I Romani lo (eum) veneravano con ardente zelo e lo (eum) invocavano soprattutto negli imminenti pericoli di guerra. Avevano dedicato un ricco tempio a Marte: qui (hic) conservavano lo scudo che (quod), secondo la leggenda, era caduto dal cielo. Infatti nel mese sacro a Marte i Salii, i sacerdoti del dio, portavano sulle spalle lo scudo per le vie della città e invocavano con voce veemente, tra poesie e balli, l'aiuto del dio. Anche gli agricoltori e i pastori, con ardente zelo, pregavano Marte: desideravano ingenti raccolti per la famiglia e aiuto contro i lupi e gli animali feroci. Gli abitanti dei villaggi lo (eum) invocavano infatti per la difesa dei campi: in suo onore i fratelli Arvali facevano feste e in inverno sacrificavano un ingente numero di vittime.

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[degiovfe] - [2019-05-28 21:17:24]

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